La casa di quale letteratura? epilogo di un distretto culturale

La notizia che il “Distretto culturale evoluto”, promosso dalla Provincia di Trieste, sia stato bocciato in sede di fondi europei, è stata confermata dalla pubblicazione delle tabelle a marzo: il progetto non è stato ammesso per mancanze sostanziali.
Si chiude definitivamente un’era di promesse alle associazioni, orchestrate dal centrosinistra che guida la Provincia – con questa affermazione non si vuole difendere l’attuale giunta di centrodestra del Comune, che non dà risposte concrete all’associazionismo, né si può salvare una Regione priva di ragione, che ha cancellato dalle sue tabelle l’anno scorso i festival di letteratura, come Iperporti, Trieste Poesia e Residenze estive, che salvaguardavano, sottolineandone l’esistenza, gli autori triestini, da Pierri a Magris, o Heinichen, Covacich, Tolusso, Spirito, Kravos, Kosuta e tanti altri. Con una media tra i cinquanta e i duecento spettatori a presentazione, le manifestazioni cancellate hanno portato in città scrittori come Laura Pariani, finalista al Campiello, Giorgio Vasta, finalista allo Strega, Tahar Ben Jelloun, tra i più conosciuti scrittori marocchini, il padre del “noir” italiano, Loriano Macchiavelli, il colletivo Wu Ming, il filosofo Massimo Cacciari e pure la star pop sudafricana Ntsiki Mazway.
La variazione di bilancio regionale del 2010 ha finanziato le associazioni Alta Marea per il Premio Umberto Saba, Poesia e Solidarietà per il Premio Castello di Duino, Iniziativa Europea per il progetto Paesaggio Poetico dell’Euroregione sulle vie dell’arte e con i dialoghi dei poeti dell’Euroregione, Palacinka per la Fiera Bazlen, tra i cui ideatori c’è il segretario della UIL, Luca Visentini. Quest’ultima “Fiera” si tiene al Caffè San Marco, ma se pensiamo a Francoforte, a Roma, a Torino, anche alla vicina Pola, è di dimensioni contenute e risulta del tutto trascurabile turisticamente, nonostante sia stata finanziata dalla Camera di Commercio – i numeri non fanno sconti, una media di dieci persone ad evento, tranne la presentazione dell’anno scorso di Altan.
Alcuni degli ideatori delle iniziative finanziate nel 2010 li ritroviamo anche tra i vertici delle “case” nello stesso periodo: Gabriella Valera (Poesia e Solidarietà) risulta essere Presidente della Casa della Letteratura di Trieste, di cui fanno parte molte delle associazioni “tagliate”; Luca Visentini (Palacinka) è sia Presidente della Casa dei Teatri che Vicepresidente della Casa della Letteratura. Ma cosa sono queste “case”?
Sono associazioni di associazioni che dovrebbero organizzare il Distretto Culturale come una rete diffusa, non una piramide con al vertice i politici. Erano previste come seguito di uno studio preliminare, realizzato dalle associazioni Palacinka e Trieste Distretto Culturale, in convenzione con l’amministrazione provinciale, ma mai presentato.
Luigi Nacci – presidente di Trieste Distretto Culturale e primo promotore dell’idea distrettuale in città, fin dal 2005 – è stato escluso dalla seconda fase progettuale e dalla richiesta di contributi, nemmeno invitato al Convegno internazionale “Il distretto culturale evoluto: esperienze a confronto” che risale a ottobre 2009 presso il Teatrino del Parco di San Giovanni.
Dopo il convegno venne elaborata la richiesta di finanziamento alla comunità europea; nel progetto, risulterà coinvolta la sola Palacinka come capofila dell’associazione temporanea di scopo tra tutte le “case”… Nel caso il progetto europeo fosse andato a buon fine, i contributi da girare alle associazioni sarebbero finiti all’associazione guidata da Visentini? Non lo possiamo dire per certo, ma siamo sicuri che nella prima convenzione firmata da Palacinka e Trieste Distretto Culturale con la Provincia di Trieste, lo studio preliminare di Distretto apparteneva a tre soggetti – la Provincia e le due associazioni appena citate – e non a due soltanto. Nel caso quindi di un finanziamento, l’esclusione di soggetti promotori sarebbe potuta risultare problematica per delle possibili azioni legali?
Senza conoscere tutti i retroscena, c’è stata una battaglia per l’occupazione di “cariche” distrettuali, venissero dall’alto o dal basso, da parte di alcune associazioni, fatta eccezione di Trieste Distretto Culturale, che si è dimessa dalle “case” che aveva contribuito a creare.
Il labirinto distrettuale ci riporta al 2010, quando Gabriella Valera, neo-eletta Presidente della Casa della letteratura, nomina (è una sua prerogativa) come Vicepresidente Luca Visentini; nel mese di giugno dello stesso anno, prima della variazione di bilancio regionale, viene convocata una conferenza stampa in assenza di un direttivo della “casa”, senza concordare modalità e contenuti dell’intervento, in sostanza non prendendo in considerazione gli articoli di statuto che interpretano come sacrosanta l’autonomia delle associazioni. La conferenza, tenutasi al Caffè Tommaseo, criticava aspramente la Regione per la mancata assegnazione di contributi – si può sottolineare che, successivamente, in variazione di bilancio Palacinka e Poesia e solidarietà sono state finanziate, come spiegato; le altre associazioni della “casa”, proprio quelle che organizzavano i festival più importanti, a secco. Lo stesso “Iperporti”, festival partorito dalle associazioni della Casa della letteratura, dimenticato in quella conferenza stampa, è stato quest’anno archiviato per l’idea vetusta, proposta da Valera, di un “Parco letterario”.
Tempo fa le pagine dei giornali titolavano che Trieste mancasse di eventi. Se la politica fosse più attenta, instaurando un dialogo con le persone che si occupano seriamente di cultura e letteratura, liberando le associazioni da qualsiasi vincolo, non assisteremmo a questi epiloghi, che rischiano solo di mettere le associazioni le une contro le altre a causa di gestioni sbagliate dei progetti.
Mancano pochi giorni alle elezioni e la notizia dell’affossamento del progetto distrettuale, non è stata data. Dovrebbe essere invece chiarito il futuro, perché il fatto è che “il distretto culturale” non si farà e che le associazioni che si occupano di letteratura in città sono divise, metà dentro un contenitore oramai svuotato di senso e obiettivi, metà alla ricerca di un interlocutore che aiuti veramente chi la letteratura la realizza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...