Christian Sinicco

 

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Festival di Zagabria, 2007, foto di Jakob Goldstein

 

Christian Sinicco, nato a Trieste il 19 giugno 1975, poeta.
Ha pubblicato: passando per New York (Lietocolle, 2005) con l’introduzione di Cristina Benussi; Ballate di Lagosta Mare del Poema (CFR, 2014) con note di Alberto Bertoni e Cristina Benussi. Nel 2017 è uscito il libro d’arte Città esplosa (Galerie Bordas) con la prefazione di Giancarlo Alfano.
Ha partecipato a molti festival e fiere del libro: in Italia, AbsolutePoetry (Monfalcone), Stazione di Topolò (UD), Poesia Presente (Monza), Pordenonelegge, Più libri più liberi e Ritratti di Poesia (Roma), Poesia Festival (Modena), Librixia (Brescia), La punta della lingua (Ancona), Parole Spalancate (Genova); all’estero, Festival di poesia di Istanbul (Turchia), Festival della poesia del Mediterraneo (Mallorca, Spagna); Alpe-Adria Literatur-Symposium (Gmund, Austria); Festival della poesia contemporanea di Zagabria, Forum Tomizza, Fiera del libro di Pola, Fiera del libro di Fiume (Croazia); Festival di Ruse (Slovenia).
Nel 2013 ha fondato la LIPS (associazione che ha riunito tutte le scene del poetry slam italiano), è stato eletto suo presidente e ha organizzato il primo campionato nazionale.
In Italia ha diretto Iperporti – Scali internazionali di letteratura e co-organizzato Trieste Poesia. Cura le giornate di Ad alcuni piace la poesia a San Leonardo Valcellina (Pordenone).
Caporedattore e collaboratore di Fucine Mute fino al 2006, dal 2009 è redattore della rivista Argo, con cui ha curato la più ampia panoramica sulla poesia in dialetto dal 2000 ad oggi, L’Italia a pezzi (Gwynplaine, 2014) e il progetto dell’Annuario di Poesia (Argo – Annuario 2015 – Poesia del nostro tempo, Gwynplaine), di cui è il coordinatore.

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Elementi Sotterranei, Gemona, 2015, foto di Alice Durigatto


Mare del Poema

La sua prima raccolta è Mare del Poema (1997-1998), pubblicata recentemente assieme alle sue ultime poesie, Ballate di Lagosta (Edizioni CFR, 2014). Si tratta di un libro Christian Sinicco fotografato da Jakob Goldstein “strabordante e ipnotico (Luigi Nacci)”. Nel 2005 Cristina Benussi, Professore Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Trieste, scrive un’ampia nota a riguardo per la pubblicazione in rete su Absolute Poetry. Il libro si snoda tra poesie e prose, visioni dalla vita di un uomo “stanco di una rappresentazione del mondo, privo di certezze e abbandonato dal sacro”, frammenti di un individuo che ripercorre a ritroso “la storia di civiltà che hanno progressivamente smarrito il conforto di un mito, di un rito, di una fede collettiva”.
Diversa è la posizione di Lorenzo Carlucci, che rileva nell’opera un “gioco dialettico chiuso” con un “pensiero” che “ne blocca lo slancio in una presunzione di troppa coscienza/dominio”.
Queste critiche contrastanti intervengono sulla sua primissima opera, quasi un decennio dopo la stesura. Tuttavia, tra il 1996 e il 1998, sono già evidenti le saldature con le tecniche della poesia, uno stile sonoro che ha nei canoni delle tradizione italiana del Novecento i suoi punti di riferimento, in particolare l’ermetismo.
Negli anni seguenti la sua formatività cambia molti abiti; evidenzia un primo metamorfismo dalla visione alla narrazione, si notano cambiamenti per via della sperimentazione sul linguaggio e sulla logica, per mezzo delle tecniche di drammaturgia e scrittura teatrale e performativa, con un’operatività che spazia dalla ripresa dell’oralità all’approfondimento delle figure metriche e retoriche.
Si può parlare di una poesia che guarda in direzioni diverse, che apre simultaneamente progetti diversi, che salta dalla metrica tradizionale alla scrittura di canzoni, alla sperimentazione.cropped-ammutinati2
Sicuramente l’esperienza che lo matura evolve nel primissimo dibattito all’interno de Gli Ammutinati, la nuova generazione di poeti della sua città, tra i quali Matteo Danieli, Furio Pillan, Luigi Nacci. Hanno importanza, tra il 2001 e il 2003, i laboratori di teatro con il poeta Fabrizio Maurel, e negli anni seguenti le esperienze con la rock band Baby Gelido, in parte fruibili nell’antologia Il volo del calabrone (Battello Stampatore, Trieste, 2008; postfazione di Gabriele Frasca), volume che delinea un primo quadro delle progettualità di poesia performativa in Italia.

Giornalismo, blog, organizzazioni, performance, poetry slam

fucinemute_400x400 Nel 2002 è già caporedattore del magazine Fucine Mute, tra i primi periodici multimediali ad essere iscritto nel Registro Stampa (1998), firmando 49 tra interviste (anche a Mario Luzi, Nanni Ballestrini, Maria Luisa Spaziani, Franco Loi, Gian Mario Villalta, Maurizio Cucchi), articoli ed editoriali, come nel numero speciale sulla poesia (FM87, 2006). Partecipa all’attività iniziale del blog Absolute Poetry, realizzando la prima mappatura della poesia in rete attraverso una abolsuteserie di 26 interviste (in un articolo Valerio Cuccaroni cita, sulla  rivista italiana Poesia, come fondamentale per la comprensione della poesia contemporanea italiana questa serie di interviste dal titolo La Macchia Nera). Inoltre già a partire dal 2002 studia e cataloga le opere della sua generazione (si legga l’articolo La nuova poesia in Italia? ouverture sulla differenziazione).

Oltre l’attività giornalistica, spicca anche quella di interprete: è tra i poeti più invitati al Festival di poesia di Monfalcone (festival importante per ciò che concerne le scene dello spoken word – performative presentate per la prima volta in Italia) e numerose iniziano a essere le sue esibizioni, anche con il gruppo rock Baby Gelido (parte della sua ultima opera Alter, è disponibile su cd all’interno della rivista InPensiero n°7), in Italia e all’estero.
iperportiNel 2008 vince il Trieste International Poetry Slam, definiti gli Internazionali di poesia d’Italia, lo slam internazionale di poesia più longevo d’Europa. E, nello stesso anno, viene chiamato a dirigere Iperporti, il primo festival letterario della sua città – dopo due edizioni i nuovi vertici della Casa della letteratura di Trieste optano per la progettazione di un parco letterario (mai realizzato), e vengono così a mancare i Trieste_Poesiapresupposti economici per continuare l’organizzazione dell’unico evento che era riuscito a muovere il pubblico triestino interessato alla letteratura.
Tra il 2010 e il 2013 dirige parte della programmazione del Festival Internazionale della Poesia di Trieste.

DramaslamNel 2012, grazie all’associazione Nadir Pro, assieme a Matteo Danieli e Daniela Sartogo, porta in Italia  il Drama Slam, competizione tra opere di drammaturgia breve per quattro attori – lo spettacolo viene realizzato all’interno della rassegna Oh poetico parco all’ex comprensorio psichiatrico di San Giovanni di Trieste, ed è stato reso possibile grazie all’istituzione di un laboratorio sull’improvvisazione teatrale condotto dal lipsregista Gualtiero Giorgini.
Infine, nel 2013, fonda la LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, di cui diviene presidente. L’associazione in sei mesi diventa il punto di riferimento di più di cento slam, raggiunge i centosessanta iscritti ed è presente in quasi tutte le regioni italiane. A maggio 2014 viene organizzato, all’interno della rassegna Poesia Presente di Monza, il primo campionato italiano di poetry slam che si avvale di selezioni su base regionale e pluriregionale.
Attualmente cura le giornate di Ad alcuni piace la poesia a San Leonardo Valcellina (PN).

Città esplosa

chrisfoto2Fin da giovanissimo abita la periferia di Trieste, costruita negli anni ’50 a ridosso del porto e della Ferriera, nei condomini che ospitano gli esuli istriani e dalmati: la sua famiglia, da parte di madre, è originaria di Isola, e parla un dialetto istroveneto. Il padre invece lo porta spesso dai nonni nei pressi delle Prealpi Giulie, ai piedi della catena del Gran Monte, a Lusevera (Ud), dove si parla una lingua di origine slava, il Po našem.
Non appare casuale che parte della sua poesia viva attorno i forti contrasti tra industria e natura, come in Città esplosa (2001, pubblicata in rete da Bollettino ‘900 – Electronic Newsletter of ‘900 Italian Literature). Si tratta della seconda opera del poeta, apparsa prima in rete ed edita poi dalla Galerie Bordas nel 2017, grazie alla cura del poeta Domenico Brancale e con la nota introduttiva di Giancarlo Alfano, Professore Associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Napoli “Federico II” .
libro3In Città esplosa vengono descritti mondi possibili, “oltre” la civiltà umana, attraverso una “grande invenzione linguistica (Carlo Bordini)” che capta il flusso di un pensiero intensificato dall’immaginazione e lo trasforma in versi, formatività descritta come “furia percettiva” da Davide Rondoni e segnalata anche dal romagnolo Tolmino Baldassarri nel 2005, per “l’intensità espressiva, che penetra nel lettore”.
Giancarlo Alfano, nel 2015, scrive: “Mi pare infatti evidente la forte presenza dell’immaginario fantascientifico, ma una fantascienza nutrita di fumetti, di cinema, di musica elettronica. Vi è qui la sigla non solo e non tanto della modernità di questo libro, ma soprattutto della sfida che propone: misurare la tenuta del linguaggio poetico confrontandolo coi temi, le forme e le immagini più tipiche della nostra contemporaneità. Ne viene fuori una particolare forma di lirismo, al tempo stesso IMG_20170307_185308oggettivante (perché tende a creare dei mondi) e ultra-soggettiva (perché crede ancora a una possibile forma di eroismo): che è il modo in cui Sinicco interpreta la condizione paradossale dell’arte all’altezza del nostro presente”.
E’ anche interessante notare la diversa provenienza dei critici e dei poeti che si sono soffermati sulla sua opera, la cui sperimentazione pare produrre “una poetica della contaminazione (Stefano Guglielmin)”, una poesia in grado di misurare “i battiti del tempo umano […] attivando una poiesi complessa, che mette in gioco infiniti rapporti reciproci […] che finalmente torna a essere, anche teoreticamente, dentro l’ipotesi della comunicazione, di sé e degli altri, per far sentire dolore e piacere, cioè emozione, viva e reale (Cristina Benussi)”.

passando per New York

Il disegno in copertina di Ugo PierriNel 2005 pubblica passando per New York (LietoColle, disegno in copertina di Ugo Pierri) sempre con la prefazione di Cristina Benussi. Il libro, scritto tra il 2001 e il 2004, ospita una serie di poesie politiche, che riflettono il triennio dopo il crollo delle Twin Towers nonché le immagini che scorrono sui media,  colpendo, come scrive Martino Baldi in una sua recensione, “il mondo con tutto l’amore, l’indignazione e il senso della bellezza”. Molti gli attestati di stima tra i poeti della sua generazione, e non solo… Mentre l’opera è ancora inedita e circolano delle bozze, nel 2003 Maurizio Cucchi pubblica una poesia sullo Specchio, supplemento de La Stampa, ma se ne accorge anche Gianmario Lucini, descrivendo la raccolta come “un unico grande poema che giorno per giorno si sta scrivendo”.
Si tratta di un libro dal forte realismo, ma pure composto da testi surreali, concettuali, o che elaborano il simbolismo. Prevale una poesia che si realizza nel chiasmo “che unisce la materia/sangue al poiein inteso come furto, atto finalizzato a rivendicare, a denunciare un’ingiustizia (Luigi Nacci, Fucine Mute)”, come un “frammento di poema, il flusso di un dire a voce alta, con l’urgenza del tempo presente, della cronaca che ci richiama alla responsabilità della Storia, della specie (Sebastiano Aglieco)”.
Il poeta Davide Brullo, che attualmente scrive per il Giornale, la descrive così: “un verso lungo, atomico, esplosivo, che si trascina una voglia che è quella di andare oltre gli angusti recinti cui a tratti si costringono i lirici nostri, simulando un’idea vecchiotta e marmorizzata di poesia che non esiste, non è, essendo la poesia continuo rischio e messa in discussione dei suoi fondamenti”.

Ballate di Lagosta

In copertina un disegno di Paolo Cervi KervischerNel 2014 pubblica Ballate di Lagosta – Mare del Poema (Edizioni CFR, in copertina il disegno di Paolo Cervi Kervischer) con l’introduzione di Alberto Bertoni,  Professore Associato di Letteratura Italiana Contemporanea dell’Università di Bologna, e con la postfazione di Cristina Benussi. Le “Ballate”, vengono pubblicate parzialmente grazie al Premio Don Milani. In prefazione Bertoni scrive: “Gli slittamenti del senso e della prosodia, che tengono comunque i testi di Sinicco ben ancorati al dominio della poesia (anche quando l’autore li trasporta con felici escursioni fino agli estremi della prosa e dell’aforisma) non si annettono mai al dominio dell’onirico o dello sperimentale, piuttosto a quello di una fenomenologia umana diramata e sensibile, di grana malinconica e a sfondo gnoseologico, anche se il tono si nega ogni accento sapienziale o inutilmente misticheggiante. Sinicco si lascia più volentieri coinvolgere dalla vasta trama dei movimenti di avvicinamento e di allontanamento, di dialogo e di silenzio, che luoghisanciscono ora la congiunzione ora il distacco degli esseri umani, nel vorticare del tempo, nel trasmutare degli spazi, per un’efficacissima concertazione dei nomi propri. Egli è un poeta originale, come originale è la sua geografia profonda dei luoghi e delle persone che li abitano e li viaggiano, mappa di nuvole e di luci oblique fra mente e cuore, occasione e vita quotidiana […]”. Una recensione di Rossella Renzi con un’ampia selezione antologica si può trovare su Argonline; altri testi su Poetarum Silva e su Ossigeno nascente – Atlante dei poeti contemporanei. Infine le recensioni di Sebastiano Aglieco su Compitu Re Vivi e di Maria Lenti su Literary.

Critica e curatele

downloadRiflette sulla critica e sulle questioni dell’immaginario in poesia su Metabolgia; su questo blog, Mare del Poema, ospita testi, saggi, interviste e riflessioni di importanti attori della scena poetica contemporanea. Dopo la sua collaborazione pluriennale con Fucine Mute e AbsolutePoetry, e quella brevissima con Village di Libri Scheiwiller, approda nel 2008 alla rivista Argo, edita dall’associazione Nie Wiem di Ancona. Con la rivista Argo cura la più grande mappatura della scena dialettale italiana degli ultimi anni, dal titolo L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti in dialetto e in altre lingue minoritarie (1950-2013), assieme a Giuseppe Nava, Rossella Renzi, Manuel Cohen e annuario2015Valerio Cuccaroni, pubblicata nel 2014, dopo sei anni di ricerca, da Gwynplaine edizioni.
Sempre per Argo, assieme a Rossella Renzi, Giuseppe Nava, Francesco Terzago, Carolina Rossi, Franca Mancinelli, Alessandra Giappi, e una redazione di venti tra poeti, critici e traduttori, con più di sessanta collaboratori, coordina il progetto dell’Annuario di Poesia (Annuario 2015 – Poesia del nostro tempo) dove vengono raccolte, attraverso interviste, analisi e traduzioni, le voci dei poeti che vivono in zone di crisi geopolitica e le riflessioni dei poeti sul periodo storico attuale. Infatti è da più di dieci anni che la ricerca personale di Christian Sinicco si pone l’obiettivo di rivedere quel ruolo e quel peso sociale, della poesia e della figura del poeta, dissoltosi in Italia negli ultimi trent’anni, fornendo spunti di riflessione che spaziano dalla politica all’estetica.

Per le edizioni CFR, assieme a Daniela Sartogo, a Dome Bulfaro, a Simona Cesana e al poeta ed editore Gianmario Lucini (amico prematuramente venuto a mancare, poeta e critico, tra i primi a interessarsi alla sua opera), ha dato vita e coordinato la collana di poesia contemporanea internazionale Le Farfalle di Plutone. Una collana di traduzioni, con il “testo a fronte” nel senso pieno della parola, perché il formato particolare (cm. 23 x cm 17 in  altezza) consente un’agevole lettura dell’originale e della traduzione sulla stessa pagina. I poeti finora pubblicati sono l’olandese Erik Lindner e il rumeno Gheorghe Vidican.

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Le antologie, pubblicazioni e riviste, in cui Christian è presente

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Christian Sinicco – sinicco(chiocciola)gmail.com o su facebook

3 pensieri su “Christian Sinicco

  1. Ciao Christian! Ti ho linkato al mio blog… come sai anch’io mi sono babygelata 😀 e devo dire che l’esperienza di spostamento verso la canzone è entusiasmante.

  2. Pingback: Pierluigi Cappello- L’altro è l’intimo « CARTESENSIBILI

  3. Pingback: da “Ballate di Lagosta”, di Christian Sinicco | La poesia e lo spirito

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